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22 marzo 2021

LA GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA

Il 22 marzo è stata la giornata mondiale dell’acqua istituita dall’ONU nel 1993, avendo compreso che l’utilizzo corretto e diffuso di questa risorsa è ovviamente imprescindibile per la sopravvivenza dell’umanità e del mondo animale e vegetale, quindi per il nostro pianeta.
Purtroppo la situazione attuale non consente di essere ottimisti. Passi avanti sostanziali sono ancora da fare e l’impegno deva essere planetario e dovrebbe coinvolgere tutti i governi.
A tutt’oggi più di 300 milioni di persone non accedono all’acqua in termini assoluti e circa 2 miliardi non ne usufruiscono in modo accettabile per igiene e potabilità.
Senza entrare in argomenti di natura squisitamente politica non si può non dire che questo bene primario deve essere accessibile a tutti e pertanto bisogna svolgere un’azione continua di  sensibilizzazione sul tema a vari livelli.

Ad esempio sappiamo che il consumo idrico richiesto per prodotti alimentari è notevolissimo in certi casi; basti pensare che per produrre un Kg di caffè servono quasi 19.000 litri di acqua, mentre per produrre un Kg di manzo ce ne vogliono più di 15.000. In molti Paesi, soprattutto in Africa, l’acqua, pur essendo teoricamente disponibile, di fatto non lo è per mancanza di acquedotti, impianti di  potabilizzazione di irrigazione etc..
Ma anche in Italia, che pure è un Paese fortunato da questo punto di vista, l’ attenzione a questo bene primario non è sufficiente; infatti abbiamo ancora acquedotti colabrodo in certe zone ( il 40% circa dell’ acqua prelevata per uso potabile viene dispersa nelle reti di distribuzione) e  per investimenti nel settore siamo terz’ultimi in Europa; peggio di noi solo Romania e Malta.
In Brianza la gestione è migliore e anche la qualità è soddisfacente e controllata anche se in un territorio altamente antropizzato come questo sussistono problematiche specifiche che devono essere continuamente monitorate e risolte.
In una visione più tecnica e più attinente al contributo che gli ingegneri possono dare in relazione al  valore sociale della loro professione, ognuno di noi nel campo di sua competenza può senz’altro dare un contributo per cercare di migliorare l’utilizzo dell’acqua  ed evitarne lo spreco attraverso lo studio di processi e materiali che possano consentire tali auspicabili risultati.
Le considerazioni fatte vogliono essere di stimolo perché anche nel nostro Ordine si avvii un dibattito per serio approccio ad una tematica che è vitale per il pianeta e quindi anche per il territorio in cui viviamo.         

Claudio Bertani vicepresidente