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03 maggio 2021

La Provincia cancella oltre 4 milioni di metri quadri edificabili entro il 2025

Una riflessione sulla riduzione del consumo di suolo del PTCP provinciale.

“I comuni brianzoli dovranno cancellare dai loro piani urbanistici 4.153.000 metri quadri edificabili entro il 2025: la manovra è imposta dalla variante al Piano territoriale di coordinamento adottata martedì 27 aprile dal Consiglio provinciale. Il documento punta a ridurre nel giro di quattro anni le previsioni di consumo di suolo dal 54% al 53% rispetto al 2014.” Così riporta il pezzo della collega Monica Bonalumi riportato sul Cittadino on line di giovedì 29 aprile ed è un segno di cambio culturale ma che si pone in continuità con quanto fatto dalla Provincia di Monza e Brianza all’atto dell’approvazione del PTCP del 2013 sotto la guida di Dario Allevi, ora Sindaco del Comune di Monza. «L’1% sembra poco – prosegue il pezzo che riporta la dichiarazione del vicepresidente dell’ente Riccardo Borgonovo – ma equivale a un terzo della superficie urbanizzabile» in quanto il 51% è già consumata. Sindaci e assessori dovranno contrarre del 45% la costruzione di immobili residenziali previsti su suolo libero, pari a 1.713.961 metri quadri, e del 40% quella di stabili destinati ad altre funzioni per un totale 2.439.072 metri quadri. Il colpo di spugna non dovrebbe creare difficoltà a chi è alla ricerca di una casa in quanto tra quattro anni, secondo le stime degli uffici, in Brianza dovrebbero rimanere 5.316 abitazioni vuote. Non tutti i comuni dovranno cancellare le previsioni di sviluppo in misura uguale: il territorio è stato suddiviso in dieci zone che, a seconda dell’indice di urbanizzazione territoriale, dovranno utilizzare la gomma in modo più o meno leggera. Nell’estremo est le previsioni residenziali dovranno diminuire del 35% ma nella fascia centrale, in cui l’indice ha raggiunto un livello molto critico, dovranno calare del 55%: rientra in questa classe l’ambito 6 che comprende Monza, Brugherio, Villasanta, Vedano e Lissone, prosegue il pezzo del Cittadino. Se a questa notizia ne aggiungiamo un’altra apparsa sempre sul Cittadino lunedì scorso in merito a Monza ovvero che la città capoluogo nel 2020 ha un saldo negativo di 857 abitanti, dovuto più che al COVID al minor numero di migranti ovvero di nuovi residenti nella città di Teodolinda, si apre un interessante interrogativo sul futuro della verde (una volta) Brianza. Peraltro il piano provinciale prevede espressamente che chi rinuncerà a costruire in un parco o in una zona di pregio ambientale avrà uno sconto sui tagli. Un motivo in più per preservare le aree verdi rimaste nelle città ed intervenire in modo responsabile sulle aree dismesse; questo vale certamente per Monza ma anche per tutti i 55 comuni di una provincia che è la seconda in Italia per densità abitativa, magari anche senza aspettare il 2025.

Valter Aristodemo Artelli, Direttore Editoriale