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10 giugno 2020

Ritorno alla normalità o all’anormalità?

Nella fase 2 o forse 3 una riflessione su quanto si sta verificando nel campo della mobilità. 

In questa fase due, forse tre - diciamo due e mezzo - della vicenda Covid-19 si parla di ritorno alla normalità ed il gioco di parole dove le lettere sono sempre quelle salvo un accento – ovvero se si torna alla normalità o all’anormalità – fa riflettere. Solo per limitarsi alla mobilità nel nostro territorio di Monza e Brianza, si ha un ritorno - ahimè – alla normalità di auto che si ribaltano o vanno fuori strada sulla SS36 Valassina, forse perché qualcuno si era abituato ad un traffico scarso che permetteva - o meglio perdonava velocità e stili di guida che vanno bene non a Monza ma all’autodromo di Monza. Siamo tornati ad ingorghi delle ore di punta anche perché i buoni propositi di scaglionare gli orari, differenziare ingressi ed uscite delle attività produttive e simili sono rimaste intenzioni e peraltro non si è capito chi dovesse coordinarlo, visto che la figura del Mobility Manager () è quasi mitologica non solo in Brianza ma in tutto il Paese. Sarà un tema da riprendere (ogni contributo è come sempre ben accetto, forza Colleghe e Colleghi…) anche perché quando riprenderà la mobilità scolastica questo scaglionamento degli orari dovrà essere una delle carte da giocare Per essere un po' ottimisti forse supereremo la normalità - si fa per dire – di un rapporto superiore a 600 auto ogni 1000 abitanti come accade in provincia MB, con il bonus biciclette e monopattini che sembra andare alla grande e che – ci si augura – convinca molti che per piccoli spostamenti la bici non ha rivali. Peccato che sui treni regionali la società Trenord, con la motivazione di assalti dei “rider” ai treni pendolari, dal 3 giugno ha vietato di caricare le bici sui treni regionali anche se pare che si stia trovando una soluzione alternativa al divieto detto, che sarebbe la fine della mirabile – anzi dell’ammirabile… - sintesi fra i due mezzi ecologici per eccellenza, il treno e la bici

Valter Aristodemo Artelli, direttore editoriale.